Fantascienza? No, drammatica realtà!


Fantascienza? No, drammatica realtà!

Che Mondo!

 

 

 

"Ma in che mondo viviamo!" Furono esattamente queste parole che mi scatenarono la voglia di scrivere questo libro. Dopo aver ascoltato, in un telegiornale nazionale, l'ennesima nefandezza compiuta da parte di approfittatori dell'umanità, ho imbracciato subito carta e penna e ho vergato le prime frasi, come sempre di getto, come venivano. Ma via via che riempivo i fogli, più mi accorgevo che di storie da narrare ce ne sarebbero un'infinità e che forse non basterebbero tutti i fogli del mondo per raccontarle. Decido quindi di limitarmi nel portare all'attenzione quelle che mi sembravano più altisonanti, quelle che hanno sempre avuto un'eco più profondo dove la massa delle persone, hanno sicuramente qualcosa da ridire, da obiettare, da gridare all'unisono la malvagità di tali azioni. Ho cominciato nel documentarmi in maniera capillare, come sempre del resto, e più che mi informavo sui vari temi, più scoprivo la melma in cui mi ero cacciato. Un conto ascoltare e valutare determinati temi, che passano nei vari programmi televisivi; un conto è approfondire su autorevoli testi, leggendo e ragionando con la propria testa in maniera dettagliata, scoprendo molto altro di più di quello che i telegiornali e tutti i media in generale, ti comunicano: con il bene placito della censura. Il risultato è quello che vedete qui a fianco, almeno una parte, nel quale ho narrato undici temi scottanti, sottoforma di racconti brevi, infiltrandoci brevi azioni goliardiche al fine di alleggerire i contenuti di spinosi e reali problemi che offuscano la vita quotidiana in ogni angolo del Mondo.

 

Le difficoltà degli argomenti erano veramente ostici da mettere in difficoltà chiunque nell'affrontarli con la sola spavalderia letteraria. Ecco che ho dato l'incarico a illustrissimi personaggi molto più inclini di me nel promuovere motivazioni, scovare soluzioni e trovare la quadra a questioni dannatamente spinose. L'incarico è ricaduto su "Eccellenti defunti" come Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Napoleone III, Sandro Pertini e, non per ultimo, Ovidio Ruffini, che certamente non è mai stato famoso ma la posizione che ha ricoperto nella sua precedente vita, lo pone uno dei migliori candidati nel saper ascoltare e ragionare con i celeberrimi "colleghi".
Beh, che altro aggiungere se non un augurio di buona lettura!!!

 


Scrivi commento

Commenti: 0