Poliziotti!

 

Mi sento fottutamente incazzato! Non è possibile che capitino tutte a me!

Dopo una giornata di lavoro massacrante, torno a casa stravaccandomi sfinito sul divano. Decido di buttarmi sotto la doccia sperando di trovare sollievo. Terminata la toiletta, dopo nemmeno un quarto d’ora, sento in lontananza il sibilo delle sirene che si avvicinano. Frenate sgommanti molto vicine, destano curiosità e preoccupazione. Mi avvicino alla finestra della mia camera al terzo piano e noto tre volanti della polizia sotto casa. “Che sarà mai successo?” torno a vestirmi quando a un certo punto, suonano alla porta. Mi avvicino al portone, guardo dallo spioncino e mi chiedo: “E questi, cosa cazzo vogliono?” non so decidermi se aprire o lasciarli fuori nella speranza che facciano loro la prima mossa. Nel frattempo penso a che cosa posso aver combinato, ma niente, non riesco a pensare. Suonano una seconda volta, ancora più a lungo intimandomi di aprire. Prima di farmi sfondare la porta, apro. Entrano dentro casa senza nessuna autorizzazione o mandato e senza qualificarsi; forse le divise sono il loro lasciapassare.  Uno di loro mi intima di stare fermo mentre i loro colleghi, iniziano a buttare tutto per aria. Letto, armadi, frugano nel bagno e in cucina; aprono pure la lavatrice e i cassetti della dispensa. Nella mente iniziano a scorrermi velocissimamente mille pensieri: “Cosa può averli portati qui?” Niente, ancora non riesco a darmi spiegazioni. Provo a chiederlo all’Agente che staziona davanti a me più volte, ma tace, nessuna risposta! Continuano a violentare il mio appartamento aprendo e chiudendo ogni cassetto ogni porta. Montano sulle sedie e ridiscendono ripetutamente come se dovessero scacciare le mosche o rovistare sui lampadari. Non ce la faccio più e sbotto “Basta! Si può sapere che diavolo volete da me?” urlo, fregandomene della guardia. Nessuna reazione da parte loro, anzi, mi intimano di rimanere seduto in un angolo e aspettare. Rassegnato, lascio loro campo libero e mestamente mi siedo, contemplando le loro gesta. A un certo punto, dopo una buona mezz’ora, tutti sudati e assetati, quello che sembra essere il capo pattuglia, si ferma tirando il fiato chiedendomi candidamente: "Vuoi dirmi dove cazzo è?” Più sbigottito che mai, continuo a non capire implorando ancora che cosa stessero cercando. Nel frattempo, arriva una chiamata e il graduato risponde. Dopo aver parlato, riattacca nervosamente e rivolgendosi agli altri:

"Basta, fermi! Andiamo via. Il pokemon che stiamo cercando è nella casa accanto!!!"  

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