Vita

Il processo della sua crescita somiglia un po' a quello delle perle, più grande e profonda è la ferita, più forte è la corazza che si sviluppa intorno. Con il passare del tempo però, come un vestito portato troppo a lungo, nei punti di maggiore uso comincia a logorarsi, fa vedere la trama, d’un tratto per un movimento troppo brusco si strappa. In principio non ti accorgi di niente, sei convinto che la corazza ti avvolga ancora interamente, finché un giorno, all'improvviso, davanti a una stupida cosa, senza sapere perché ti ritrovi a piangere come un bambino.
Quando la strada alle tue spalle è più lunga di quella che hai davanti, vedi ciò che non avevi mai visto prima: la via che hai percorso non era dritta ma piena di bivi. A ognuno di essi c'era una freccia che indicava una direzione diversa: da una dipartiva una strada sterrata, da un’altra una via asfaltata, un’altra ancora si perdeva nei boschi. Alcune di queste, l'hai imboccate senza pensarci due volte, qualcun'altra non l'avevi neanche osservata. Quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero portato, se in luoghi migliori o in spazi peggiori. Tremendi gli assili che ti avvolgono la mente ma ugualmente provi rimpianto. Potevi fare una cosa e non l'hai fatta, sei tornato indietro invece di andare avanti come fosse il gioco dell'oca ma il traguardo ancora, non l’hai varcato.
Lungo i bivi della tua strada, incontri altre vite, spesso sono quelle che hai tralasciato. Conoscerle o ignorarle, viverle o non viverle a fondo o lasciarle finire, dipende soltanto dalla scelta che fai in un breve sospiro. Tu non lo sai ma tra proseguire dritto o il continuo deviare, spesso si gioca la tua esistenza e quella di chi ti sta vicino.
I ricordi tristi sonnecchiano per tempo indefinito in una delle innumerevoli caverne della memoria, anche per anni, decenni, forse per tutta una vita. Poi un bel giorno, sospinti da sconosciuta magia, ritornano a galla, prepotenti, ingombranti. Il dolore che li aveva accompagnati è di nuovo presente, intenso e pungente come lo era in quei giorni di tanti anni fa.
Trovare rimedi o scappatoie, spesso è tardi. Trovare la forza di guardare dentro se stessi è dura come spostare macigni e affibbiare la colpa a qualcuno o qualcosa è la cosa più facile al mondo. Ci vuole molto coraggio per accettare che la responsabilità, appartiene a noi stessi.
Quello di credere che la vita sia immutabile, è uno dei peggiori errori che ancora facciamo, che una volta preso un binario  lo si debba percorrere fino in fondo pena una sorta di squalifica dalla vita stessa. Per fortuna il destino, ha molta più fantasia di noi.
Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di massima disperazione, con la velocità di una raffica di vento, tutto cambia, si stravolge e in un piccolo batter di ciglia, ti ri
trovi a vivere una nuova vita, un nuovo amore.

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