Erano belli i Natali di un tempo...

Natale....ancora una volta, ancora le feste. Ancora una volta l'affannosa rincorsa all'acquisto dell'ultimo minuto di tanti e inutili oggetti che, in moltissimi casi, andranno ad aumentare lo scaffale delle cose inutili...ma costose. Ma guai se non ci fosse il Natale, guai se non ci fossero i regali, guai a non spendere. Come faremmo senza il cenone, senza il pandoro o il panettone, senza le musiche natalizie girate alla radio o negli stereo, ipod, MP3 o in qualunque altra diavoleria musicale. Come faremmo senza i ritrovi familiari intorno al desco imbastito di mille leccornie, che non fai in tempo a finire il pranzo, che subito ricominci con la cena. 
Erano belli i Natali di un tempo, il mio cuore giosce al ricordo.

Non potremmo stare senza addobbi e festoni attorcigliati con mille ragnatele di fili luccicanti, che risplendono nel buio della notte, nel silenzio dei giardini e nei salotti festanti. 
E' vero, per alcuni, non potrà essere così, i problemi ci sono, inutile negarli o far finta che non esistano ma la fantastica ruota che ogni giorno si mette in moto, non possiamo fermarla né rallentarla. Possiamo e dobbiamo alzarci e girare con lei, sperare con lei, lottare con lei. 
I sogni li abbiamo, le speranze le abbiamo, la lista dei desideri, quelli irrealizzabili e quelli fattibili, l'abbiamo fatta e da li dobbiamo partire. Guai arrendersi, guai mollare, nessuno dovrebbe farlo, nessuno dovrebbe cedere di fronte al dolore, anche se il dolore sembra prendere il sopravvento. 
Erano belli i Natali di un tempo, il mio cuore gioisce al ricordo.
Ma vedendo quelli moderni, sporcati di un rosso diverso dal solito, il mio cuore grida abominio, terrore, vendetta! 

E' un mondo malato, quello che sta girandoci intorno. Noi poveri piccoli soli, sembra non riusciamo  più a rischiarare la nostra piccola porzione di quel mondo che vorremmo.
 Il mondo pare impazzito e sembra che impazzirà ancora di più. E’ snervante ascoltare e leggere solo di cose drammatiche, negative e nefaste ma sembra che la moda moderna sia questa.
Erano belli i Natali di un tempo, il mio cuore gioisce al ricordo.
Cambiare lo dicono in tanti, nessuno lo fa, forse impossibile cambiare, come un gioco talmente grande e degenerato, più grande del mondo stesso. Sarebbe una catastrofe smisurata cambiare le carte in tavola, così come andare avanti in questa maniera, sarà una catastrofe ancora più immensa, come l’aver oltrepassato il punto di non ritorno, essersene accorti e non aver fatto niente per tornare indietro. O per cambiare. Come se la colpa fosse sempre di qualcun altro. Come se non fosse mai nostra.
Erano belli i Natali di un tempo, il mio cuore gioisce al ricordo.

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