Salone Internazionale del Libro

Maggio 2014, così si presentava lo stand al salone internazionale del libro di Torino. Un evento incredibile, unico, pieno di emozioni, ricco di soddisfazioni. Esserci da spettatore è già qualcosa, ma da protagonista è tutta un'altra storia! Muoversi all'interno delle immense sale, girovagare negli anfratti più reconditi delle pieghe di un'organizzazione meticolosa, scovare angoli editoriali sconosciuti e alcuni fin troppo noti, hanno il potere di lasciarti senza fiato, come tirare un'apnea fino al limite della sopportazione polmonare. Confrontarsi con altri tuoi pari, ascoltare le loro impressioni è come crescere, apprendendo quello che ancora ignori. 
Di fiere nel settore del mio lavoro, l'idraulica, ne ho fatte moltissime e, avvezzo e certo delle mie conoscenze fieristiche, mi buttai a capofitto in quell'avventura, Pensavo che fosse uguale ma sbagliavo enormemente!!!
Spiegare le energie alternative è una bazzecola, districarmi tra caldaie all'avanguardia è facile come bere un bicchiere d'acqua. Spiegare a una platea di molte persone perché conviene la geotermia è il mio pane quotidiano.
Ma spiegare come è nato Natalino, perché è nato Natalino, "perché non si muove" e altre "innocue" domande disarmanti pronunciate da un gruppo di scalmanati....è devastante! 
"Ma chi me là fatto fà!" pensavo, mentre ascoltavo le loro domande. "Aiuto Gian Luca, qui mi fanno nero!" invocando l'amico editore di darmi manforte. Non ricordo più quanti litri di sudore e ansia ho buttato fuori ma più i minuti passavano all'interno di quella sala e più rispondevo timidamente e via via sempre più spavaldamente, prendevo coscienza, da padre, che niente di più bello e incredibilmente appagante, erano gli sguardi e le espressioni di quelle piccole e pure creature che attendevano da me una certezza. Non dovevo trovare scuse, non dovevo inventare false verità, dovevo semplicemente dirla......la verità! Sono peggio dei cani da tartufo, peggio di una moglie che annusa i tuoi abiti quando rientri da una cena con gli amici: loro CONOSCONO la verità e se non la canti giusta, sei fritto! E con molta cautela e mille attenzioni di linguaggio, raccontai la verità di come è nato il mitico Natalino e del perché non si muoveva, e perché lo chiamai Natalino, e ancora...e ancora....e ancora.......
Fino alla fine come un leone mi battei ma esausto, spossato e distrutto, sentii il mio cuore leggero come una nuvola, felice di aver risposto alle loro domande, soddisfatto di aver trascorso due ore intense in balia del pubblico più agguerrito che esista: i bambini!!!

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